Sunday, September 28, 2008

Bruno Chiarlone, ITALIA


Scrive Mauro Risani:

Con l'aggiunta di Anna e Gioacchino le cose si complicano... però sto notando nel pezzo che mi avevi inviato la fondamentale notizia, abilmente dissimulata, che c'e' un quadro che non sappiamo che quadro sia... "ha lasciato il quadro di San Bonaventura et un altro di simil grandezza..." Un altro quadro... perchè non ha esplicitamente detto che quadro fosse? Cosa c'e' raffigurato in tale quadro? Dunque il quadro mancante finisce al convento. Il "sindaco apostolico" del convento vedo in un documento del 1786 che è Innocenzo CIRIA (che scommetto essere parente di Maria CIRIA, la moglie di Bartolomeo Rodino che nel testamento del 1755 regalano la cappella da finire ai Lubati per farla diventare di Sant'Anna). Poi Innocenzo Ciria nel 1789 fa testamento (rivoluzione francese) e nel 1793 prima che arrivino i francesi a Cairo muore (apertura del testamento e inventario). C'e' anche da dire che il nipote di Maria Ciria e Bartolomeo Rodino e' il famoso Bartolomeo "debole di spirito" che negli anni prima che arrivassero i francesi si voleva che abbracciasse la carriera ecclesiastica magari proprio in questo stesso convento dove questi Rodino avevano la tomba di famiglia detta anche "monumento di famiglia".Allego ritaglio del testamento.

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